25 gennaio 2011

si he de vivir

Si he de vivir sin ti, que sea duro y cruento,
la sopa fría, los zapatos rotos,
o que en mitad de la opulencia se alce la rama seca de la tos,
ladrándome tu nombre deformado, las vocales de espuma,
y en los dedos se me peguen las sábanas, y nada me dé paz.

No aprenderé por eso a quererte mejor,
pero desalojado de la felicidad
sabré cuánta me dabas
con solamente a veces estar cerca.

Esto creo entenderlo, pero me engaño:
hará falta la escarcha del dintel
para que el guarecido en el portal
comprendala luz del comedor,
los manteles de leche,
y el aroma del pan
que pasa su morena mano por la hendija.

Tan lejos ya de ti como un ojo del otro,
de esta asumida adversidad nacerá la mirada
que por fin te merezca.

Julio Cortazàr

6 gennaio 2011

arte poetica

Fra ombra e spazio, e ornamenti e fanciulle,
ricco di cuore raro e sogni funebri,
pallido, sempre più pallido, col viso spento,
e in lutto di vedovo furioso
per ogni giorno di vita, ahimè,
e per ogni suono che accolgo con tremore,
ho sempre assente sete, uguale febbre fredda,
un udito che nasce, un'ansia obliqua,
come al giungere di ladri o di fantasmi,
e in un guscio di misura fissa e profonda
come un servo umiliato, una campana un poco rauca,
come un vecchio specchio, come un odore di casa solitaria
dove gli ospiti entrano di notte perdutamente ubriachi,
e c'è un odore di vesti sparse a terra, e non c'è un fiore,
o in un altro modo anche meno malinconico,
ma la verità, subito, il vento che mi sferza il petto,
le notti di sostanza infinita cadute nel mio letto,
il rumore di un giorno che brucia con sacrificio,
chiedono tristemente ciò che in me porto di futuro,
e c'è uno sterminio d'oggetti
che chiamano senza mai risposta,
e un movimento senza fine, e un nome confuso.

Pablo Neruda