Non vede la relazione? Beh, neanche io.
Ma è che certi richiami di immagini, tra loro lontane, sono così particolari a ciascuno di noi; e determinati da ragioni ed esperienze così singolari, che l'uno non intenderebbe più l'altro se, parlando, non ci vietassimo di farne uso. Niente di più illogico, spesso, di queste analogie.
Ma che povera signora! Vorrebbe, capisce? ch'io me ne stessi a casa quieto, tranquillo,a coccolarmi in mezzo a tutte le sue più amorose e sviscerate cure; a godere dell'ordine perfetto delle stanze, della lindura di tutti i mobili, di quel silenzio di specchio che c'era prima in casa mia, misurato dal tic-tac della pendola da salotto da pranzo. Questo vorrebbe! Io ora domando a lei, per farle intendere l'assurdità...ma no, che dico l'assurdità! la màcabra feròcia di questa pretesa, le domando se crede possibile che le case d'Avezzano, le case di Messina, sapendo del terremoto che le avrebbe sconquassate, avrebbero potuto starsene tranquille sotto la luna, ordinate in fila lungo le strade e le piazze, obbedienti al piano regolatore della commissione edilizia municipale.
Io le dico che ho bisogno d'attaccarmi con l'immaginazione alla vita altrui, ma così, senza piacere, senza punto interessarmene, anzi... anzi... per sentirne il fastidio, per giudicarla sciocca e vana, la vita, cosicchè veramente non debba importare a nessuno di finirla. E questo è da dimostrare bene, sa? con prove ed esempi continui, a noi stessi, implacabilmente. perchè, caro signore, non sappiamo da che cosa sia fatto, ma c'è, c'è, ce lo sentiamo tutti qua, come un'angoscia nella gola, il gusto della vita,che non si soddisfa mai, che non si può mai soddisfare, perchè la vita, nell'atto stesso che la viviamo, è così sempre ingorda di sè stessa, che non si lascia assaporare.
Da L'uomo dal fiore in bocca, Luigi Pirandello (1922)