8 aprile 2010

mogol&battisti vs pubblicità 1- 0

Io non ti voglio piu' vedere mi fai tanto male con quel sorriso professionale sopra a un cartellone di sei metri od attaccata sopra a tutti i vetri. Non ti voglio piu' vedere cara mentre sorseggi un'aranciata amara con l'espressione estasiata di chi ha raggiunto finalmente un traguardo nella vita. Io non ti voglio piu' vedere sul muro davanti ad un bucato dove qualcuno ci ha disegnato pornografia a buon mercato. Non ti voglio vedere intanto che cucini gli spaghetti con pomodori peso verità tre etti mentre un imbecille entrando dalla porta grida un evviva con la bocca aperta col dentifricio pure trasparente dove ti fanno dire che illumina la mente e mentre indossi un super super super reggiseno per casalinga tutta veleno. E mentre parli insieme a una semplice comparsa vestito da dottore, che brutta farsa. ti fanno alimentare l'ignoranza fingendo di servirsi della scienza
Ma e' un canto brasileiro
Eppure non sei meno bella in casa senza cerone, non dico che sei una rosa, sarei un trombone. ma ti vorrei vedere qualche volta in bikini senza sfondi di isole lontane e restare un po' vicini. Io ti vorrei vedere mentre cogli l'insalata dell'orto che vorrei aver coltivato prima di essere morto
Anche se guadagni centomila lire al giorno non ti puoi scordare che la vita e' andata e ritorno
Non ti voglio vedere vendere i giorni e le sere, ti capiro' se un altro uomo un giorno vorrai ma consumare la tua vita cosi' non puoi... Non puoi partecipare a quella storia dove racconti che la benzina quasi quasi quasi purifica l'aria, sara' al mentolo l'ultima scoria fotografata insieme a dei bambini che affidi al fosforo dei formaggini... Ah ma e' un canto brasileiro

E' un canto brasileiro, Lucio Battisti (1973)